Riprende dalla Turchia la stagione 2021 della Formula Uno. A due settimane di distanza dal gran premio della Russia che si è svolto al Sochi Autodrom e vinto da Lewis Hamilton, il Circus farà tappa questo fine settimana all'Intercity Istanbul Park per il sedicesimo appuntamento iridato dell'annata in corso. Il tracciato situato a Tuzla, periferia di Istanbul, ospiterà per l'ottava volta il gran premio di F1, la seconda consecutiva dopo l'edizione dell'anno scorso, che consacrò il britannico della Mercedes sette volte campione del mondo.
La pista è stata progettata dall'architetto tedesco Hermann Tilke. Il lavori per la realizzazione dell'impianto iniziarono nel 2003 e si conclusero appena prima dell'omologazione di grado 1 da parte della FIA. La prima gara si disputò il 21 agosto 2005 e venne vinta da Kimi Raikkonen al volante della McLaren MP4-25 davanti alla Renault R25 di Fernando Alonso e al compagno di squadra Juan Pablo Montoya, rispettivamente secondo e terzo. Oltre alla F1, l'autodromo ha ospitato tre edizioni del GP della Turchia del Motomondiale dal 2005 al 2007 e una della WSBK nel 2013.
La pista è lunga 5338 metri ed è composta da quattordici curve, delle quali sei a destra e otto a sinistra. Il record assoluto del tracciato appartiene a Montoya, che nell'edizione inaugurale firmò il giro veloce della corsa fermando il cronometro sull'1:24.770. L'area geografica sulla quale è stato costruito il tracciato presenta una conformazione territoriale collinosa, per questo motivo la pista presenta costanti variazioni altimetriche, con i dislivelli che la rendono ancor più tecnica e spettacolare.
In occasione dell'edizione 2020, la pista era stata completamente riasfaltata poche settimane prima che la F1 vi facesse tappa. Già dalle prime libere, però, gli oli uscirono dall'asfalto rendondolo molto scivoloso. Per ovviare a questa problematica, l'asfaltatura è stata rifatta e adesso presenta una maggior granulositá, simile come caratteristica a Singapore, il che consentirà ai piloti di avere maggior grip meccanico in trazione e maggior aderenza in curva ma anche un'usura più alta degli pneumatici. La distanza totale prevista per la gara di domenica è di 58 giri, pari a un chilometraggio di 309,396 km.
Curva 1 è una sinistra da percorrere in quarta marcia a 144 km/h, la cui peculiarità è quella che i piloti non vedono dove sia il punto di corda in quanto è in discesa, alla quale segue in direzione opposta la curva 2, da affrontare in sesta marcia a 256 km/h. Successivamente vi è nella medesima direzione un curvilineo che porta alla chicane destra-sinistra delle curve 3 e 4, da percorrere rispettivamente in quinta marcia a 211 km/h e in terza marcia a 104 km/h.
Così come la prima curva, anche la quattro è in discesa conseguentemente il punto di corda è cieco e oltretutto è sovente arrivare al bloccaggio del pneumatico anteriore destro, molto scarico nella fase di inserimento all'avantreno. In seguito, vi è la doppia sinistra delle curve 5 e 6, le cui velocità di percorrenza sono di 123 km/h in terza marcia e 176 km/h in quarta. L'allungo seguente in salita porta alla curva 7, una destra da affrontare in quarta marcia a 135 km/h, alla quale segue in direzione opposta l'iconica curva 8.
Si tratta di curva lunga ben 640 metri da percorrere in pieno in settima marcia, pari al 12 per cento dell'intero giro, il cui raggio di percorrenza è composto da ben quattro apex da fare alle seguenti velocità : 272 km/h, 269 km/h, 268 km/h e 276 km/h. Dopodiché vi è un breve rettilineo che in discesa che porta alla chicane sinistra-destra delle curve 9 e 10, da affrontare in entrata a 121 km/h in terza marcia e in uscita a 153 km/h in quarta marcia sfruttando il cordolo esterno.
Il successivo tratto si percorre al massimo, nel quale è possibile utilizzare il DRS nella prima zona della pista turca, e porta prima alla curva 11, una destra da fare in ottava marcia a 304 km/h, e poi alla frenata della curva 12, il punto di staccata più impegnativo della pista turca. Alla dodici segue verso destra la curva 13, da affrontare in terza marcia a 98 km/h, e verso sinistra la curva 14, da percorrere con la medesima marcia a 87 km/h, che immette sul rettifilo del traguardo nel quale è possibile sfruttare la seconda zona DRS della pista asiatica.

